Il Comune di Burgio fa parte dell'Unione dei Comuni "Alto Verdura e Gebbia"
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Discorso del Sindaco Ferrantelli per la festa delle
Forze Armate il 4 Novembre
Mi preme innanzitutto porgere un caro saluto e un sincero
ringraziamento a sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento ed alla sua cortese
signora, al Signor Questore, al Comandante Provinciale dei Carabinieri, al
Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, ai numerosi Sindaci e a tutte
le autorità civili, militari e religiose che hanno raccolto l’invito, mio e
dell’intera Amministrazione Comunale.
Si, oggi lo Stato italiano è presente a Burgio con le sue massime rappresentanze
e noi, per questo, ci sentiamo orgogliosi e onorati.
Un saluto affettuoso lo rivolgo anche a tutti i cittadini, al Dirigente
scolastico, agli insegnanti, agli stessi ragazzi che, cogliendo il grande
significato di questa giornata, sono accorsi così numerosi.
E ancora in tema di ringraziamenti mi sia concesso rivolgerne davvero tanti ai
tecnici, progettisti, impresa di costruzione, operai, a tutti coloro i quali
hanno concorso e partecipato alla realizzazione di questa nuova piazza che d’ora
in avanti sarà destinata alla fruizione dei cittadini di Burgio. Ma un grazie
molto particolare e di vero cuore lo rivolgo al mio caro amico, Aldo Sortino,
che generosamente ha donato, alla sua città natìa, e non è la prima volta, il
prezioso contributo della sua intelligenza e della sua raffinata
professionalità, conferendo a questa piazza il tocco di classe del grande
architetto quale appunto lui è.
Parimenti un ringraziamento molto sentito voglio rivolgerlo al Comandante della
nostra polizia Municipale, Dott. Luigi Alessi, che ha egregiamente diretto
l’organizzazione generale di tutta la manifestazione ma anche a quanti, del
luogo e di altri comuni, a questa organizzazione hanno partecipato apportando il
loro positivo contributo. Un grazie mio personale va alla disponibilità dei
Cavalieri della Valle del Sosio.
Bene- Nell’ odierna data del 4 novembre si celebrano i nostri caduti in guerra,
si rende cioè omaggio a tutti quegli italiani, uomini e donne, che hanno perduto
la propria vita per la Patria, per la libertà e per costruire un futuro di pace.
Un sacrificio, estremo e nobile al tempo stesso, ma foriero di un
importantissimo risultato: il definitivo conseguimento dell’Unità nazionale.
Un grande risultato che, come più volte sottolineato dal nostro Presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano, “deve considerarsi bene prezioso e imperativo
supremo”, perché è solo valorizzando la comune identità e la coesione sociale
che l’Italia può dare il suo positivo contributo alla comunità mondiale.
Oggi, infatti, nazioni che in passato hanno vissuto il dramma della guerra
mettono in comune risorse e condividono politiche e valori sotto la bandiera
dell’Unione Europea, con principi, convinzioni ed esperienze comuni e con
l’obiettivo della pace, della difesa dei diritti umani, della democrazia e della
giustizia.
Ma oggi è anche la Festa delle Forze Armate, protagoniste dell’unità nazionale,
che, nel corso degli anni, prendendo parte a importanti missioni, sotto l’egida
dell’Unione Europea e della NATO e facendosi interpreti del nuovo ruolo che il
nostro paese ha nel mondo, hanno trasformato e adeguato la loro funzione e i
loro compiti alle necessità contingenti.
Rivolgiamo, dunque, un pensiero a quanti, e fra questi vi sono anche dei nostri
giovani concittadini, con grande spirito di servizio e senso di abnegazione, in
varie parti del mondo, lavorano mettendo a repentaglio la loro vita per
garantire la sicurezza e per l’affermazione della pace e della libertà.
Ma noi, abitanti di questa meravigliosa e travagliata terra di Sicilia non
possiamo non evidenziare, in una giornata dedicata al ripudio di qualunque forma
di guerra, l’esistenza di una dura, incessante e determinata lotta che lo Stato
quotidianamente combatte per l’affermazione della legalità e della giustizia.
E per questo rivolgo, a nome mio personale e della comunità che mi onoro di
rappresentare, un deferente e rispettoso pensiero a quanti hanno sacrificato la
loro vita per la lotta contro la mafia e per qualunque forma di criminalità
organizzata.
E a queste importanti ricorrenze noi contestualmente oggi ne aggiungiamo
un’altra,
una ricorrenza che riguarda l’inaugurazione di questa nuova Piazza dedicata
appunto ai Caduti per la Patria, dove è stato collocato, spostandolo da un’altra
piazza, il Monumento ai caduti e dove è stato posto anche un cippo in memoria
dei martiri di Nassiriya;
cippo che, donato da un nostro concittadino, con il sapiente intervento
dell’Arch. Sortino, è divenuto anch’esso un vero e proprio monumento. Un tronco
di ulivo, simbolo della pace, trafitto da 19 chiodi tanti quanti sono i martiri
di Nassiriya, che fa comprendere quanto difficile e doloroso sia il cammino per
il raggiungimento della pace.
A proposito dei caduti di Nassiriya mi preme rappresentare a tutti voi che
giusto una settimana fa, esattamente martedì 27 0ttobre, il caso ha voluto che
io mi trovassi, da semplice spettatore, all’interno dell’aula della Camera dei
Deputati proprio nel momento in cui si stava discutendo l’approvazione di un
disegno di legge sull’ ”istituzione del giorno della memoria delle vittime di
Nassirya e di tutti i militari e civili italiani caduti in missioni
internazionali”.
Nella parte di dibattito a cui ho assistito si sono alternati diversi interventi
e l’attenzione di quasi tutti i deputati era veramente minima, ma quando però,
per ultimo, ha chiesto di parlare e ha preso la parola l’on. Antonio Martino,
Ministro della Difesa all’epoca del criminoso evento di Nassiriya, nel
ricordare, con la voce rotta dall’emozione, quanto avvenuto in quei giorni, devo
dire che come d’incanto e senza il richiamo da parte di nessuno, improvvisamente
l’aula si è ammutolita e tutti hanno ascoltato in assoluto e ossequioso silenzio
il drammatico racconto di quelle tristi giornate.
A conclusione del breve intervento dell’on. Martino, un corale, scrosciante e
commovente applauso ha sottolineato la condivisione dei sentimenti espressi
dagli eventi da lui narrati.
Anche il risultato della votazione, favorevole all’unanimità, ha inoltre
dimostrato e confermato che dinanzi a determinati argomenti il senso di
responsabilità deve avere il sopravvento sulle divisioni politiche.
Ebbene io quel giorno ho avuto la netta sensazione di avere assistito in diretta
ad una bella e significativa pagina della politica italiana.
E, comunque, questo cippo e questo monumento altro non sono che il simbolo e la
memoria della storia del sacrificio dell’uomo per la sua evoluzione.
Personalmente ritengo di appartenere a coloro i quali hanno forte e saldo il
significato ed il ruolo della storia intesa nella sua accezione antropologica,
protesa cioè all’analisi ed alla comprensione del cammino dell’uomo verso la
ricerca di una migliore qualità della vita.
Penso infatti che il livello di benessere economico, sociale e culturale che
l’uomo ha via via raggiunto ed il grado di libertà che è riuscito a conquistare
sono il risultato di un lento e faticoso processo storico che non ha origine dal
caso ma che affonda le sue radici nel lavoro e nell’impegno continuo e costante
che l’uomo ha profuso nel corso dei secoli.
E per trovare una chiave di lettura a questo processo di evoluzione è necessario
quindi voltarsi indietro e guardare alla storia e soprattutto a quella storia di
uomini e donne che con il sacrificio generoso e leale della loro vita hanno
contribuito all’accelerazione di questo processo.
Confortati dunque dal contributo di questa riflessione, togliendolo da un
contesto architettonico stridente nel quale si trovava prima e ponendolo in una
piazza nuova dedicata esclusivamente alla commemorazione dei morti in guerra,
insieme a questo cippo che richiama il sacrificio di 19 uomini caduti per la
pace, il Sindaco, la Giunta e l’intero Consiglio comunale hanno inteso dare
maggiore rilievo ed ulteriore dignità al Monumento ai caduti, a questo simbolo
che evoca il nobile sacrificio offerto dai burgitani per la ricerca della
libertà e della pace.
Il Monumento, inoltre, si trova ubicato accanto alla Caserma dei Carabinieri,
simbolo della difesa della legalità, di quella legalità per l’affermazione della
quale la nostra comunità ha pensato, progettato e realizzato, da un anno a
questa parte, numerose iniziative che hanno visto il coinvolgimento di tutte le
istituzioni presenti nel territorio: dal Comune, alle forze dell’ordine, alla
parrocchia, alle scuole, all’associazionismo. Un patto sociale, dunque, fondato
sull’affermazione di un saldo concetto di legalità e finalizzato alla crescita
civile e sociale della nostra comunità.
E avviandomi alla conclusione, nel commemorare ancora i nostri Caduti per la
Patria, mi è lieto consegnare, senza enfasi né retorica, una breve riflessione
alle giovani generazioni, si proprio ai giovani di questo piccolo ma prezioso
paese affinché le parole, i significati e i simboli che questa giornata e questa
nuova piazza evocano possano indurli alla ricerca di un coinvolgimento e di un
impegno civile, sociale e politico nell’orizzonte della legalità e della
giustizia
e che in essi sia sempre presente l’amore per la nostra Patria, un amore inteso
non come mezzo di un egoistico nazionalismo, ma come l’espressione di una comune
fratellanza e di una identità collettiva. Grazie.
Burgio, 4/11/2009
Il Sindaco
Vito Ferrantelli
