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Suggestiva ed al tempo
stesso intrigante : così possiamo definire la visita al Museo delle
Mummie recentemente inaugurato al Convento dei Cappuccini di Burgio.
Attraverso un finanziamento della Comunità Europea hanno ripreso forma
una cinquantina di mummie prima abbandonate al degrado ed alla
distruzione. I lavori di restauro sono stati condotti dall'architetto
Umberto di Cristina che ha sapientemente mantenuto intatto lo spirito
originario dello stile francescano.
I restauri hanno riguardato
il monastero, la Chiesa dei Cappuccini, la cripta e le mummie.
Chi si è occupato del
restauro ha dovuto faticare molto per rimettere ordine tra i resti di
ossa, insetti, stracci, ragnatele. Ma, con pazienza e competenza, tutto
ha ripreso forma ed oggi l'intero convento è ritornato all'antico
splendore restituendo ai corpi restaurati la dignità di una dimora.
La cripta, oggi Museo delle
mummie, si trova sulla sinistra dell'unica navata della Chiesa dei
Cappuccini, ubicata ai piedi del paese di Burgio, accanto al cimitero
monumentale anch'esso ristrutturato di recente.
Il convento, la cripta e le mummie sono state
sottoposte ad un delicatissimo restauro.
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convento prima del
restauro |
Il convento di Burgio (edificato tra il 1634
ed il 1647, in sostituzione del primitivo romitorio -1580) venne
secondariamente ricostruito ricalcando il modello costruttivo di Antonio
da Pordenone: chiesa ad una navata, coperta a capanna, con un
rudimentale, singolare sistema di capriate in muratura, poggianti sulla
volta della chiesa in modo che il tetto potesse stare, sia pure a mala
pena, in piedi; prospetto semplicissimo, rivolto verso la cittadina di
Burgio, con un piccolo campanile a vela. Alla sinistra della navata, la
sepoltura, una cripta con piccole nicchie per ospitare le mummie di
religiosi e benefattori. Sulla destra il corpo a due elevazioni delle
celle del convento. Il lavoro di risistemazione dei corpi mummificati
rinvenuti nelle casse non è stato semplice : corpi e vesti sono stati
disinfestati e disinfettati e, alla fine di questo procedimento che ha
visto anche l'impiego di tecnologie particolari ed esami di laboratorio,
i corpi sono stati denudati per permettere il restauro separato di
scheletri e tessuti.
Tutto, compreso i corredi
funebri, sono del XVIII, del XlX e del XX secolo. Si tratta di tessuti
anche pregiati, velluti, sete, taffettà, lini, merletti, pizzi, oltre
che di monili, di corone di spine, coronane di grani per il rosario, di
scapolari, cappelli, scarpe, calze ed altri piccoli oggetti.
I cappuccini usano
particolari tecniche di mummificazione dei cadaveri : dopo averli
denudati e depurati dagli organi interni, i corpi venivano fatti purgare
per un anno in appositi colatoi per essere poi essiccati, ripuliti e
profumati con unguenti aromatici; alla fine i corpi venivano riempiti
con stoppie e tenuti in piedi con bastoni.
Ogni cadavere riprendeva
forma attraverso i vestiti scelti dalle rispettive famiglie e poi erano
sistemati nelle nicchie della cripta oppure dentro le casse di legno,
talvolta insieme ad altri familiari.
Nella Chiesa dei Cappuccini
di Burgio sono state rinvenute ben 49 mummie, esposte oggi nell' antica
cripta trasformata in museo.
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Il restauro del Convento
dei Cappuccini è dovuto a Umberto Di Cristina, Giuseppe Ferraro e
Rosanna Magri con la collaborazione di Vincenzo Giacchino e Sabina Di
Cristina.
I lavori principali sono
stati eseguiti dalla ditta Rizzo Costruzioni, capogruppo di apposita
A.T.I., il restauro delle mummie è stato eseguito da Mario Genovese e
Milena Ciceri, quello delle tele da Francesco Minniti e quello delle
casse e degli arredi lignei da Stefania Caramanna e soci del Consorzio
Pragma.
L'importo complessivo dei
lavori è stato di Euro 2.146.395.
Il lavori di restauro sono
stati eseguiti, con fondi della Comunità Europea, tra il 1999 ed il 2001
essendo Sindaco di Burgio Mariano Merlino.
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Chiesa dei Cappuccini (Interno) |
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Mummie
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