Il Comune di Burgio fa parte dell'Unione dei Comuni "Alto Verdura e Gebbia"

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Dal medioevo ai giorni nostri : Burgio ha tradizioni storiche molto antiche e, girando per le stradine strette e tortuose, è sorprendente imbattersi in monumenti ancora in piedi, maestosi e fulgidi nella loro sontuosità.
Così è possibile costruire un percorso didattico che tocchi tutte le tappe della storia medioevale siciliana, passando per il seicento ed il settecento fino alla nascita del Regno d'Italia. Ogni tappa storica porta con sé, memoria dei tempi che furono, un palazzo, una chiesa, un castello.
Lungo il percorso inseriamo anche alcune tappe che prevedono la visita a botteghe dell'arte artigiana locale.

Percorso consigliato (Arrivo a Burgio ore 10; pranzo ore 13,30; rientro da Burgio ore 18,30)

MATTINA
Scorcio del Castello PeraltaDa dove iniziare?
Una prima tappa si sviluppa dall'alto del paese, dal suo Castello che sovrasta, da secoli, i fabbricati sottostanti. Da qui è possibile osservare tutta la valle sino al monte sul quale, inerpicata in alto, si sviluppa Caltabellotta. (Scheda)
All'esterno, nelle vicinanze, sorge il complesso del convento di S. Maria delle Grazie dei Padri Riformati con, all'interno, un bellissimo chiostro con quadriportico colonnato.
Scendendo verso il paese attraverso la scalinata del Calvario, si arriva diretti alla Chiesa Madre (scheda), accolti verso l'interno da un delizioso portale rinascimentale in pietra scolpita. Dentro la Chiesa meritano un'attenzione particolare le statue della Madonna delle Grazie di Vincenzo Gagini (1566) e della Madonna dell'Itria di Antonio Ferraro (1596) Prospetto di Palazzo Mannile Di Martino (XIX sec.)ed il delicatissimo Crocifisso ligneo di Rifesi. Uscendo dalla Chiesa, lungo la via Vittorio Veneto, ci si imbatte nel prezioso Palazzo Mannile Di Martino, del XIX sec.
Dirigendosi verso la Piazza Matrice ci si immerge, a poco a poco, nella Burgio medioevale, riconoscibile dalle straduzze strette e tortuose. Per arrivare alla Piazza IV Novembre rimane il tempo di osservare la varietà di portali ornati di fregi e decorazioni, in ogni palazzo, in ogni casa, in ogni chiesa che si incontri. La Piazza è dominata dalla facciata della chiesa di S. Vito (XVI sec.) (scheda) con l'attiguo complesso conventuale dei Frati Minori del Terzo Ordine. In esso, oggi, ha sede il Comune. Tra l'altro, la Chiesa racchiude la delicatissima statua di S. Vito, opera autografa di Antonello Gagini del 1522. All'interno del Palazzo comunale si può visitare l'atrio dove ha sede la Biblioteca comunale, detto Parco della Rimembranza.
Tornati sulla piazza Umberto I si rimane incantati dalla magnificenza di alcuni Palazzi storici e, in particolare, Palazzo De Michele e Baiamonte (XV sec.).
Altre Chiese lungo questo tragitto che meritano attenzione per la ricchezza del patrimonio artistico interno ed esterno sono : S. Caterina (XVI sec.) e S. Luca (XIV sec.). All'interno di quest'ultima, peraltro, è possibile visionare uno dei pavimenti più belli in mattonelle maiolicate delle officine locali rimasti a Burgio.
Percorrendo la via Vittorio Emanuele si arriva fino a Piazza Roma dove sorge la ricchissima Chiesa di S. Giuseppe (XVII sec.), interamente decorata da affreschi e stucchi.

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POMERIGGIO
Lavorazione nella fonderia VirgadamoIl punto di partenza per la conoscenza delle tradizioni artigianali di Burgio è sicuramente l'antica fonderia delle campane della famiglia Virgadamo. Si trova vicino alla Chiesa di S. Giuseppe, proprio all'entrata del paese.
Ha origini remote ed ancora oggi, come la vicina fonderia Cacciabaudo, mantiene le antiche tecniche di lavorazione. Telefonando per tempo, è pure possibile assistere al momento della fusione delle campane.
Seconda tappa è il vicino ed antico quartiere della ceramica sito in Contrada Garella.
Caravella mentre lavora un vaso di ceramicaUna guida di Burgio vi condurrà a visitare le numerose botteghe che, ormai, sono presenti nel  Comune. Sarà possibile fare acquisti ti ogni tipo, ma è pure d'obbligo una visita presso l'antico laboratorio della famiglia Caravella dove ancora oggi l'argilla viene lavorata mantenendo le antiche (e segrete) tecniche di colorazione.
Vicino alle scuole, lungo la strada che porta fuori dal paese in direzione del castello, sono ancora visibili le cave a cielo aperto dalle quale veniva estratta la pietra dura di Burgio; essa veniva lavorata per la realizzazione di lavabi, vasche, piccoli barattoli. Oggi la tradizione della lavorazione della pietra è stata ripresa e riprendono forma nuovi prodotti dalle forme e dagli usi più vari.
Allo stesso modo, grazie ad un entusiasmo che è stato fortemente stimolato dall'impegno delle ultime giunte comunali, stanno riprendendo vigore le botteghe che lavorano il ferro battuto e le vetrate artistiche.

Scritta di Burgio in stile decorativo

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