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Coordinamento nazionale Enti Locali per l'Acqua Bene Comune e per la Gestione Pubblica del Servizio Idrico
PALERMO GIOVEDI 14 MAGGIO 2009 ORE 9.00
PALAZZO DEI NORMANNI - SALA GIALLA


Su richiesta del comitato dei sindaci agrigentini contrari alla privatizzazione del sistema idrico integrato e per dare sostegno alla battaglia in corso in Sicilia per tornare alla gestione pubblica, il Coordinamento nazionale Enti Locali per l'Acqua Bene Comune e per la Gestione Pubblica del Servizio Idrico ha deciso di convocare l'Assemblea nazionale in Sicilia, con il seguente programma:

ore 9,30 - Introduzione a cura del Coordinamento Enti Locali Siciliani
ore 10,00 - Relazione di Giovanni Cocciro, Assessore di Cologno Monzese (MI)
ore 10,30 - Dibattito, con interventi di Sindaci ed esponenti del Forum Italiano dei Movimenti.
ore 13,30 - Sospensione
ore 14,30 - Ripresa lavori per l'esame delle questioni organizzative e la discussione sullo Statuto
ore 16,00 - Chiusura lavori.

Intervento del Sindaco di Burgio, Prof. Vito Ferrantelli

Prendo la parola soltanto per pochi secondi, giusto il tempo di rivolgere un caro saluto a tutti i presenti a questo forum nazionale sull’acqua,
una importante manifestazione che si è deciso di svolgere in Sicilia, nella preziosa Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, grazie anche alla volontà ed alla generosa disponibilità dei movimenti di altre regioni italiane che insieme a noi stanno conducendo questa che è una mera battaglia di civiltà.
Una convinta, coerente e determinata battaglia per l’ acqua:
bene primario per la salute, per l’equilibrio naturale e per la vita di ogni essere umano. Ragioni queste per le quali essa deve essere assolutamente sottratta a qualsiasi logica di mercato e di profitto e continuare ad essere mantenuta esclusivamente nella gestione pubblica.
Ma, in questi pochi secondi, mi è gradito rappresentare una breve considerazione sui riflessi che il problema della privatizzazione del prezioso liquido assumerebbe nelle piccole realtà della nostra isola.
Io sono infatti sindaco di una delle piccole realtà dell’entroterra siciliano che giornalmente si scontra con una miriade di problemi,
territori i nostri considerati periferia della periferia,
piccole realtà dove non preoccupa nemmeno l’incombere della grave crisi,
tanto noi a convivere con le crisi ci siamo abituati
per noi il problema è semmai continuare ad esistere o piuttosto scomparire.
Io, dicevo, sono sindaco di un piccolo centro dell’entroterra agrigentino che si chiama Burgio, un paese noto per le campane e la ceramica, che in maniera un po’ disubbidiente ha deciso di non cedere né a società private né ai commissari regionali le proprie reti ed i propri impianti idrici.
E non per il semplice gusto di disubbidire ma perchè dopo tanti sforzi economici dei cittadini, siamo riusciti ad ottenere una funzionale e non particolarmente costosa gestione dell’acqua. Abbiamo investito nel corso degli anni nella ricerca di nuove sorgenti idriche utilizzando finanze del bilancio comunale e rinunciando quindi per scelta al tentativo di migliorare altro genere di servizi.
E i risultati ottenuti, la diminuzione dei costi e l’erogazione giornaliera dell’acqua, hanno premiato queste scelte.
Adesso, invece, cosa si dovrebbe dire ai cittadini?
Che abbiamo scherzato e che tutto quello per cui abbiamo lavorato non è servito a niente?
E come si dovrebbe giustificare il sicuro e notevole rincaro dei prezzi?
Ebbene io credo che in questo senso Burgio rappresenti davvero il paradigma di quelle piccole realtà che pur subendo gravi ritardi in termini di sviluppo, di acquisizione di servizi, di occupazione, si vedono, contro la loro volontà, aggiungere, da una politica cieca e ingorda, ulteriori costi economici da caricare e scaricare sui cittadini.
E allora cosa bisogna fare?
Aldilà di tutto io credo che bisogna ripartire dai risultati acquisiti dal movimento dei comuni,
un movimento politicamente trasversale che, in provincia di Agrigento come anche in altre provincie, ha lottato e continua sempre con maggiore determinazione a lottare contro la privatizzazione dell’acqua.
E la cronaca delle iniziative promosse, nel corso degli ultimi tempi, ha fatto registrare infatti una significativa evoluzione della discussione: dalle manifestazioni in piazza, ai dibattiti sul tema, alle discussioni nei tanti Consigli comunali, ai convegni a carattere regionale, ai referendum comunali ed alle petizioni popolari,
fino ad arrivare allo scorso mese di marzo quando tutti siamo stati ricevuti, proprio qui, in questo importante Palazzo, dai capigruppo dei maggiori partiti presenti all’Assemblea regionale e mi riferisco nella fattispecie all’On. Cracolici per il P.D, agli On Leontini e Caputo per il PDL, all’On. Leanza per l’M.P.A, agli On. Maira e Cascio per l’U.D.C..
L’esito di quegli incontri è stata la conferma di un’ampia disponibilità a poter dunque ridiscutere tutta la problematica
anzi gli stessi politici ci hanno rappresentato la possibilità di fare loro, trasversalmente ed in modo by partisan, un disegno di legge per il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua.
Io credo che bisogna partire da queste premesse e soprattutto da queste promesse.
Bene, noi oggi presenteremo qui e nei prossimi giorni consegneremo ai rappresentanti politici appena citati un disegno di legge che va in questa direzione.
Loro potranno farlo proprio, analizzarlo, discuterlo, magari migliorarlo, ma con l’impegno forte che il tema dell’acqua pubblica ritorni nell’agenda parlamentare e che nell’immediato questo tema dovrà costituire uno dei principali argomenti della prossima campagna elettorale per le elezioni europee.
Occasione appunto in cui tutti i partiti di centro, di destra e di sinistra, dovranno pubblicamente manifestare e poi concretizzare questo impegno politico.

Bene, io mi fermo qui per dare anche ad altri la possibilità di intervenire manifestando comunque la ferma convinzione che non bisogna demordere, che bisogna spingere sempre in avanti il forte e sincero slancio ideale che ha fino ad ora caratterizzato questo movimento nazionale.
Certamente non ci possiamo permettere pause, neanche elettorali, se vogliamo sperare in un positivo esito di questa mera, sincera e giusta battaglia di civiltà.

Scritta di Burgio in stile decorativo

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