Il Comune di Burgio fa parte dell'Unione dei Comuni "Alto Verdura e Gebbia"
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Burgio è sempre stata caratterizzata da una cospicua presenza di Chiese, segno di una religiosità molto diffusa. Nel 1705 a Burgio nacque il Venerabile Andrea, al secolo Nicolò Sciortino e in quello stesso periodo la cittadina contava un numero significativo di monasteri, Chiese e congregazioni.
Oggi, di
quell'immenso patrimonio artistico e storico restano testimonianze che l'Amministrazione attuale sta recuperando grazie a finanziamenti anche esterni.
S. Antonio Abate (Chiesa Madre)
Non esistono documenti riguardo alla data di edificazione della Chiesa dedicata a S. Antonio Abate, protettore di Burgio.
E' probabile, da fonti storiche attendibili, che ciò avvenne durante la dominazione normanna nel XII secolo.
Andata in rovina, sulle sue pietre fu riedificata l'attuale Chiesa in stile rinascimentale, mentre il campanile risale al sec. XVI e l'intero edificio fu radicalmente restaurato nel 1749.
l pavimento interno della Chiesa è in marmo bianco e grigio.
Lungo le navate trovano collocazione ben undici altari e tutti custodiscono opere d'arte che, in alcuni casi, sono di estremo valore artistico e storico.
I portali di ingresso, tre, sono massicci e decorati con fregi in pietra.
All'interno della Chiesa sono da segnalare la Madonna delle Grazie di Vincenzo Gagini del 1566; la Madonna dell'Itria di Antonino Ferraro del 1596; il Crocifisso di Rifesi, scultura veneratissima in legno, una delle più antiche sul tema esistenti in Sicilia; l'Icona della Madonna della Consolazione del XIII secolo.
All'esterno della Chiesa è degno di nota il portale del lato destro Nord scolpito in pietra nel 1846 sul quale è sovrapposta in marmo bianco una lunetta incorniciata che racchiude la Madonna tra due santi in basso rilievo.
S.M. della Misericordia
E' stata costruita, con ogni probabilità, nel 1175.
Originariamente doveva essere angusta tanto che, per consentire una maggiore capacità di accoglienza dei fedeli, nel 1798 iniziarono i lavori di ampliamento terminati nel 1828. Qualche anno dopo, nel 1836, i fratelli Pietro e Felice Zito, burgitani, realizzarono gli stucchi interni.
Nella Chiesa è custodita la statua della Madonna addolorata che viene fatta sfilare in processione il giorno del Venerdì Santo.
Maria SS. Immacolata, o Motta
Le origini della Chiesa sono da ricondurre ad una antica memoria secondo la quale nei pressi della chiesa viveva un generale Saraceno di nome Motte; in seguito alla sua conversione al cristianesimo egli fece edificare un oratorio all'interno del quale c'era una cappelletta con dentro l'immagine di una Madonna.
I fedeli, secondo la leggenda, passandole davanti si inginocchiavano perché la Madonna era miracolosa; il miracolo avvenne quando un cavaliere, passando davanti all'immagine, non si inginocchiò ma il suo cavallo, quasi a volerlo rimproverare, lo fece per lui.
Questo accrebbe la devozione popolare e, nel XVII secolo, la cappelletta fu sostituita da una Chiesa vera e propria, dedicata alla Madonna della Motta.
S. Luca
Da atti scritti della compagnia di S. Luca, è molto probabile che la Chiesa di S. Luca fosse esistente già dal 1306. Subì diversi e radicali restauri nel secoli successivi e, in particolare, nel 1617 come recita la data scolpita nella porta maggiore.
La facciata esterna è molto semplice se non fosse da un portale in pietra intagliata, architravato.
Al suo interno, ad unica navata, è presente una cappella dedicata a M. SS. del Rosario del 1563.
Vicino all'altare maggiore è custodita la statua lignea di S. Luca che fu probabilmente realizzata da artisti di Chiusa Sclafani nel XVI secolo. La bara di S. Luca, invece, in legno dorato, è opera del calabrese Lorenzo Seminara.
Dello stesso periodo è l'Annunciazione realizzata, con ogni probabilità, da Silvio Lo Cascio, artista locale che ebbe contatti significativi con la bottega del Gagini a Palermo. Il pavimento è realizzato con mattonelle maiolicate di antica fattura burgitana.
Maria SS. del Carmelo
Dedicata in origine a S. Sebastiano, la Chiesa nel 1460 prese il nome dall'attiguo monastero dei Carmelitani.
Negli anni fu decorata (1750) e restaurata a partire dal 1892.
Al suo interno la "Madonna del Carmelo e San Simone" del XVIII secolo e l'urna del "Cristo morto" che viene condotta in processione il Venerdì Santo.
S. Vito
Quando nel 1522 la confraternita di S. Vito commissionò ad Antonio Gagini la scultura del Santo, la Chiesa omonima già esisteva. Essa fu restaurata nel 1616 e successivamente, come appare dall'aspetto del campanile e della facciata manieristica.
L'interno della Chiesa, in stucchi bianchi, è ad una navata con tre altari per lato.
Su uno di essi è alloggiata la statua di S. Vito con a fianco due cani ; essa presenta alla sua base alcuni bassorilievi che rappresentano S. Vito inginocchiato.
Datata 1522, l'opera autografa del Gagini è un pezzo d'arte rinascimentale.
Nella Chiesa è pure presente la Bara processionale di S.Vito in legno dorato appartenente, con ogni probabilità, a Benedetto Marabitti (XVII sec.).
S. Caterina
Annessa al Monastero omonimo, la Chiesa di S. Caterina è in stile rococò, con stucchi bianchi e balconcini dorati.
All'interno alcune statue in legno tra le quali S. Caterina d'Alessandria del 1772 e S. Benedetto.
Presente anche un crocifisso ligneo del XVII secolo.
S. Giuseppe
Ad unica navata interamente decorata con stucchi ed affreschi, la Chiesa è stata edificata nel 1623. La volta è a botte con affreschi della "Gloria del Paradiso". Sull'altare sono collocate tre statue della Sacra Famiglia del XVII secolo, in legno dorato.
Chiesa del Convento dei Cappuccini
La Chiesa è annessa al Convento e fu edificata, insieme ad esso, nella prima metà del XVII secolo.
Ad unica navata, sull'altare maggiore sono custoditi busti reliquari in legno, opera di frati cappuccini. Presente all'interno una tela dello Zoppo di Gangi ("Sette Sacramenti") del XVII secolo.
Altre tele si trovano lungo i lati della navata e sono opere del pittore cappuccino fra Felice da Sambuca, del XVIII secolo.
All'interno della Sacrestia campeggia una grande tela raffigurante il Venerabile Andrea da Burgio, frate cappuccino in odore di santità, del quale nel convento è custodita la cella con annessi alcuni interessanti documenti della sua vita.
Convento di Santa Maria delle Grazie
La Chiesa è inglobata nel Convento. All'interno un magnifico Chiostro è circondato da un quadriportico colonnato dentro al quale c'è un giardino ben curato ed un pozzo. La Chiesa è ad una navata in stile barocco.
Di pregevole fattura la statua di "Sant' Anna e Maria Bambina" del 1668. Essa fu donata dal principe di Campofranco e, con molta probabilità, è attribuibile allo scultore palermitano Gaspare Guercio.
Chiesa del Santuario di Rifesi
Il Santuario della Madonna di Rifesi fu edificato nel 1170 dal normanno Ansaldo, castellano del Palazzo Reale di Palermo durante il vescovato ad Agrigento di Gentile. Fu un monastero dedicato alla Madonna e detto “Priorato di S.Maria Rifesi e della SS. Trinità”.
Nel 1188 il Vescovo di Agrigento Bartolomeo concesse ad alcuni monaci di insediarsi in questo monastero; essi erano giunti grazie ad alcune navi normanne sotto il regno di Guglielmo II ed erano fuggiti dalla Siria dopo la caduta di Gerusalemme.
Nei secoli il monastero si mantenne intatto, mantenendo anche la sua funzione religiosa nell’ampio territorio circostante. Di eredità in eredità, seguì le sorti del feudo nel quale era stato edificato e dal quale aveva preso il nome : Rifesi.
La qualifica di «santuario » è stata ufficialmente concessa dal Vescovo Mons. Luigi Bommarito il 5 novembre del 1987 che, su richiesta del Vicario Generale Mons. Angelo Noto, ha confermato con atto dell’autorità ecclesiastica una definizione tramandata nei secoli.
Altre chiese esistenti
S. Nicolò di Bari
Esisteva già nel 1584.
S. Lucia
Già in piedi nel 1620, è limitrofa ad un monastero abitato dagli agostiniani.
S. Rocco
Edificata prima del 1623.
S. Giuseppe
Edificata nel 1623 e restaurata in diverse occasioni negli anni successivi.
S. Rosalia
Del secolo XVIII.
M. SS. della Pace
Non si conosce la data di edificazione ma sembra che sia stata l'oratorio della confraternita del Carmelo.
Ss. Antonio, Atanasio e Paolino
Edificata nel 1580 dal Notaio Matteo Comparino. Non fu successivamente restaurata dagli eredi tanto che, nel tempo, andò in rovina. La sua denominazione fu ripresa da una nuova edificazione sorta dalle sue rovine e fatta erigere dal sac. A. Ferrantelli nel 1882.
M. SS. delle Grazie
Detta di "Garella", fu edificata nel XVII secolo dai burgitani che avevano ricevuto in dono dal p. Diego Turano l'immagine della Madonna.
M. SS. della Consolazione
Detta di "Gazzana" per la contrada in cui sorge.
Edificata nel 1677, possiede al suo interno un quadro della Madonna.
Madonna dell'Orto
Esisteva già nel 1681.
