Comunicato stampa Venerdì 14 novembre alle h.16,30 presso il Grande Hotel dei Templi di Agrigento si è svolto un incontro promosso dall’associazione giuristi di Agrigento sul tema “Il piano di rientro sanitario e la provincia di Agrigento”, al quale hanno partecipato, tra gli altri, l’ assessore regionale al Bilancio, Michele Cimino, alla Cooperazione, Roberto Di Mauro e alla Sanità Massimo Russo. Fra i diversi interventi effettuati dal pubblico, operatori del settore, medici, biologi, anche l’intervento del sindaco di Burgio, Vito Ferrantelli, il quale, precedendo l’intervento dell’assessore Russo, ha sottolineato che si è parlato di tutti gli ospedali della provincia, pubblici e privati, tranne che di quello di Ribera. “Nel recente passato relativamente all’ospedale di Ribera sono stati usati termini quali riqualificazione ed eccellenza, invece, la verità vera è che entrando in questo periodo in quella struttura si rimane colpiti dal senso di angoscia e di desolazione provocato dall’assenza nei reparti sia di personale che di utenti”. In effetti, l’ospedale di Ribera registra una scarsa presenza di personale medico e diversi reparti sono oramai chiusi. “Onorevole assessore – ha concluso Ferrantelli – vuole gentilmente dirci cosa nel prossimo futuro si prospetta per l’ospedale di Ribera, quale sarà il destino di una struttura che da più di cent’anni ha servito la città di Ribera ed una ventina di paesi vicini? L’assessore Russo inizia il suo lungo intervento tracciando le linee teoriche ed i principi che hanno mosso la sua azione nei confronti della sanità regionale: l’interesse per il bene comune ed il rispetto delle regole. E’ sulla base di questi due fondamentali principi teorici che si fonda tutta la sua azione politica ed il suo impegno finalizzato al cambiamento, per pervenire al quale è necessario “ragionare in maniera laica”. Relativamente alla situazione dell’ospedale di Ribera, rispondendo al sindaco di Burgio, l’assessore alla Sanità, premettendo che non è più possibile poter immaginare l’esistenza a pochi chilometri di distanza di due ospedali con finalità simili, ha sostanzialmente confermato la proposta, scaturita nell’incontro teuntosi proprio a Burgio lo scorso mese di ottobre, che riteneva fondamentale la presenza di un pronto soccorso, alcune specialistiche, nuove attrezzature e posti letto di lungo degenza, prospettando anche la presenza interessata della fondazione Mauceri.