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Il Santuario di Rifesi : origini storiche
Esterno del Santuario di RifesiIl Santuario della Madonna di Rifesi fu edificato nel 1170 dal normanno Ansaldo, castellano del Palazzo Reale di Palermo durante il vescovato ad Agrigento di Gentile.
Fu un monastero dedicato alla Madonna e detto “Priorato di S.Maria Rifesi e della SS. Trinità”.
Nel 1188 il Vescovo di Agrigento Bartolomeo concesse ad alcuni monaci di insediarsi in questo monastero; essi erano giunti grazie ad alcune navi normanne sotto il regno di Guglielmo II ed erano fuggiti dalla Siria dopo la caduta di Gerusalemme.
Nei secoli il monastero si mantenne intatto, mantenendo anche la sua funzione religiosa nell’ampio territorio circostante.
Di eredità in eredità, seguì le sorti del feudo nel quale era stato edificato e dal quale aveva preso il nome : Rifesi.
La qualifica di «santuario » è stata ufficialmente concessa dal Vescovo Mons. Luigi Bommarito il 5 novembre del 1987 che, su richiesta del Vicario Generale Mons. Angelo Noto, ha confermato con atto dell’autorità ecclesiastica una definizione tramandata nei secoli.

Caratteristiche architettoniche
Il Santuario è costituito da una Chiesa e da un annesso monastero benedettino, edificato secondo lo stile architettonico dell’arte normanna.
Affresco interno al Santuario Affresco interno al Santuario di RifesiDista da Burgio circa otto chilometri e sorge ad un’altezza di 807 metri dal livello del mare.
Si presenta all’improvviso, dopo avere superato, circondati da querce secolari del bosco dei Sicani, la strada sterrata che lo unisce al paese.
Maestoso nella sua normanna bellezza, il Santuario oggi non è più totalmente agibile. Resta, infatti, in piedi soltanto la Chiesa, recentemente ristrutturata grazie ad un intervento finanziato negli anni 80 dalla Sovrintendenza di Agrigento.
I restauri hanno permesso di ridefinire i capitelli delle colonne che ripropongono motivi geometrici di stampo bizantino. A scalpellini di queste origini, quindi, si fa risalire la manodopera della Chiesa.
Anche il tetto è stato recentemente restaurato. La Chiesa si presenta internamente con tre absidi e pareti affrescate probabilmente nel XVII secolo. affresco interno al Santuario
Si accede all’interno attraverso un portale in legno sulla cui archivolta si raffigurano i ritratti del castellano Ansaldo e del Vescovo Gentile.
All’esterno è visibile il campanile a torre ed al suo interno una cappella con un altare.
Intorno, invece, rimangono soltanto i ruderi dell’antico monastero. Osservandoli, è possibile immaginare la grandezza che doveva avere il tutto, con ampie arcate, il chiostro ed il pozzo ad esso annesso. Tra la Chiesa e l’attiguo monastero, uniti dal lato sinistro, c’era comunicazione.
Attorno al monastero ed alla Chiesa doveva sorgere una barriera difensiva costituita, probabilmente, da possenti mura come testimonia l’ampio fossato circostante.
All’interno della Chiesa era ospitato un Crocifisso in legno, di povera fattura ma importante per la devozione che ad esso prestano gli abitanti del paese. Proprio per questo, l’antico Crocifisso del XII secolo, è oggi custodito nella Chiesa Madre di Burgio e qui viene portato in solenne processione ogni seconda domenica di Agosto.
Per il resto dell’anno, sull’abside a destra è custodita soltanto la copia in legno del reale Crocifisso.

La leggenda del Crocifisso
Si narra che il Crocifisso ligneo sia stata scolpito nel 1200 da un pastore che utilizzò il legno di un albero. Riuscì a scolpire tutto il Cristo tranne la testa. La celsa di lu signuri
La leggenda racconta che proprio la testa già scolpita fu trovata dal pastore ai piedi di una quercia detta la «celsa di lu Signuri»; ma l’incredibile è che quella stessa quercia, in seguito, fu colpita da un fulmine e di essa rimase un fusto monco, dalle sembianze di una croce.
Un’altra leggenda che si racconta ancora oggi è che il Crocifisso custodito nella Chiesa doveva essere trasferito definitivamente a Bivona ma, durante il percorso, un violentissimo temporale abbattutosi su Burgio ingrossò il fiume di un torrente impedendo ai suoi trasportatori il prosieguo del cammino.
L’evento fu interpretato come un segno che il Crocifisso stesso non volesse allontanarsi dal paese.
Il Crocifisso di Rifesi oggi si trova in una Cappella a lui dedicata nella Chiesa Madre di Burgio.
Nel 1982 è stato oggetto di restauro da parte del prof. Ernesto Geraci del laboratorio di restauro del Museo Regionale di Messina; ultimato, nel 1982 è ritornato a Burgio e sistemato nella cappella.
All’interno della stessa c’è un altare in marmo decorato in oro dal pittore Francesco Vetrano di Villafranca Sicula nel 1931. Sulla volta della cappella è scritto in latino :”Christus Heri Hodie et in Saecula”.
L’altare, chiuso da un’inferriata del ‘700, è adornato da 10 candelieri in legno e da vasi di ceramica di Burgio.

La processione ad Agosto
Il crocifisso ligneo di RifesiOgni seconda domenica di Agosto, da tempo immemorabile, avviene la processione del Crocifisso di Rifesi che dalla Chiesa Madre viene trasportato verso il Santuario.
La processione ha inizio nelle primissime ore del mattino e vede la partecipazione accorata di tutta la popolazione di Burgio.
Le antichissime origini di questo rito sono molto legate alla profonda devozione che lega i burgitani al Crocifisso.
La statuetta lignea,infatti, era prima custodita nel Santuario di Rifesi e trasportata a Burgio in tempo di pubbliche calamità, solo su concessione del padrone di Rifesi, il quale chiedeva in mallevadoria 400 onze.
A chi portava il Crocifisso al Santuario erano distribuite fette di pane benedetto; dopo due mesi la stauetta veniva ricondotta in paese, a meno che, per ottenere piogge abbondanti, non si sentisse il bisogno di riportarla indietro tempo prima.

Scritta di Burgio in stile decorativo

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